Sono nato in un paese e ricordo la mia infanzia, la ragazza nella piazza, la domenica mattina,
e le pietre del Titerno, sono bianche... senza età.
(Guido Lombardi d'Aquino)

San Lorenzello,dolce asil montano, che lo stanco viandante quieto accoglie,
tra lo scroscio d'acque e tra stormir di foglie all'ombra del boschivo Monterbano
(Maria Luisa d'Aquino)

Guardo il tuo muro, Filippo, e socchiudo gli occhi. Un vortice tumultuoso mi travolge lasciando affiorare il retaggio ancestrale... mi abbandono ad esso e in un attimo sono lì, al cospetto di Lugh e poi di Gambara.
Che meraviglia! Riapro gli occhi e sorrido... e tutto appare infinitamente piccolo,
mentre percorro con passi lenti i sentieri di un tempo antico
(Lino Lavorgna)

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domenica, 02 marzo 2008
2 MARZO 2008 - SAN LORENZELLO IN FESTA

I CENTO ANNI DI MARIA GRAZIA AULINO

“Ecco un nuovo giorno. O pendolo, muoviti adagio”.
1908 – 2008. Cento anni. Un secolo. Un dardo proiettato nell’eternità, pregno dei più grandi sconvolgimenti che hanno segnato la Storia dell’Umanità. Sconvolgimenti che non impediscono, tuttavia, il ciclico ripetersi degli eventi, proprio come ci ha insegnato Gian Battista Vico. Oggi assistiamo allo scontro, aspro, tra chi si batte per un’etica della Vita e il recupero di valori eterni e chi, invece, invoca un moderno “panta rei”, al seguito del quale agganciare ogni sorta di “libertà”, non importa se sconfinante nel più bieco libertismo. Droga libera, libertà di uccidere in grembo materno chi si presume non nasca bellissimo come Costantino o una Velina, libertà di asserire “coram populo”, il giorno del proprio matrimonio, che non è possibile restare fedele una vita intera a quell’uomo che è li, affianco, e che sorride da imbecille. “Arretra, Satana”! Grida con forza Papa Benedetto, oggi, Anno del Signore 2008. “Arretra, Satana”, gridava Pio X nel 1908, con un’enciclica contro il “Modernismo”, ben supportato (in questo più fortunato di Papa Benedetto) da quei Giganti del pensiero che rispondono al nome di Giovanni Gentile e Benedetto Croce e che accusavano il Modernismo di voler conciliare l’inconciliabile, ossia la fede e la scienza, i dogmi e lo spirito critico.  
Nihil sub sole novi”, dopo tutto. 1908: l’anno in cui le donne, a New York, iniziano a ribellarsi nell’Industria Tessile Cotton, pagando con la vita il desiderio di migliorare le proprie condizioni di lavoro. Il 2 marzo 1908 sono già in sciopero e l’8 marzo si conquisteranno, con il loro sacrificio, una consacrazione eterna.

2 Marzo 1908. La primavera bussa alle porte e a San Lorenzello i mandorli sono già in fiore nel giardino di casa Aulino, in quella lussureggiante collina denominata “Zeppa di Ferro”, da cui è possibile godere un panorama mozzafiato, che sembra travalicare spazio e tempo. Vaghe stelle dell’Orsa si stagliano in un cielo limpido e fungono da cornice ai primi vagiti di Maria Grazia, che anticipa l’alba con il suo sorriso.

Ora come allora Maria Grazia è ancora lì, a Zeppa di Ferro, attorniata dall’amore dei suoi sei figli, Annamaria, Antonio, Alfredo, Pietro, Assunta, Filomena, avuti da quel sant’uomo di Nicola Mancini, volato in cielo nel 1988.

Sono loro che mi raccontano, con voce rotta dall’emozione, i tratti salienti di una storia d’altri tempi.

L’abito bianco acquistato dal nonno, il papà di Maria Grazia, per il giorno del matrimonio e l’abito di seta nera, acquistato grazie al duro lavoro di 40 giorni trascorsi a scavare pozzi, da utilizzare per la prima uscita dopo il settimo giorno dalla cerimonia nuziale. (Non vi era luna di miele, allora).

Oggi Maria Grazia compie cento anni e il Sindaco di San Lorenzello, Gianni di Santo, le offrirà una targa ricordo nella quale è incisa una frase dal forte valore simbolico: “Che ogni alba di un nuovo giorno ti doni un sorriso e che ogni Tuo sorriso si diffonda nell’aere come messaggio d’amore e di speranza”.

Ecco un nuovo giorno. O pendolo, muoviti adagio. E tu, Maria Grazia, continua a sorridere.

(Annalisa Lavorgna)

 LA TARGA

 
PHOTOGALLERY

Postato da: SANLORENZELLO a 00:01 | link | commenti
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