Sono nato in un paese e ricordo la mia infanzia, la ragazza nella piazza, la domenica mattina,
e le pietre del Titerno, sono bianche... senza età.
(Guido Lombardi d'Aquino)

San Lorenzello,dolce asil montano, che lo stanco viandante quieto accoglie,
tra lo scroscio d'acque e tra stormir di foglie all'ombra del boschivo Monterbano
(Maria Luisa d'Aquino)

Guardo il tuo muro, Filippo, e socchiudo gli occhi. Un vortice tumultuoso mi travolge lasciando affiorare il retaggio ancestrale... mi abbandono ad esso e in un attimo sono lì, al cospetto di Lugh e poi di Gambara.
Che meraviglia! Riapro gli occhi e sorrido... e tutto appare infinitamente piccolo,
mentre percorro con passi lenti i sentieri di un tempo antico
(Lino Lavorgna)

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domenica, 30 settembre 2007
LE NUOVE FRONTIERE DELLA CERAMICA

IL PAESE SOMMERSO DAI TURISTI  -  LA GIOIA DEL SINDACO GIANNI DI SANTO

PRIMA FESTA DELLA CERAMICA:

"UN SUCCESSO ANNUNCIATO"


L'INTERVENTO DI ANNALISA LAVORGNA
AL CONVEGNO DI SABATO
.

Un ceramista è un artista particolare: non può prescindere dalla tradizione, dalle radici. La sua figura è sempre intrisa di un'aura di larvato romanticismo. Non esiste un ceramista che non sappia amare; non esistono ceramisti "arrabbiati", come accade, invece, in altre manifestazioni dell'arte.

Parlare con un ceramista vuol dire viaggiare nel tempo: egli, infatti, per infondere "colore" alle sue opere, deve conoscere bene la storia del suo territorio che, ovviamente, amerà più di qualsiasi altra cosa. Visitare la bottega di un ceramista è ritemprante per il corpo e lo spirito. Le membra si rilassano mentre gli occhi trasmettono al cervello una fantasmagoria di colori sgargianti e delicati allo stesso tempo. I simboli, le scene raffigurate nelle varie opere, sollecitano la mente ad approfondire la conoscenza. Si pongono mille domande e si esce più ricchi.

Tocca ad altri entrare nello specifico della tradizione figulina laurentina.
 Il mio auspicio è che questo evento costituisca un punto di partenza verso nuove frontiere. Nuove frontiere che, ovviamente, devono essere disegnate con il concorso di tutti, con unanime volontà e, soprattutto, con un gioco di squadra che, salvaguardando le specificità espressive dei singoli artisti, dalle quali ovviamente non si può prescindere, proietti all’esterno, al mondo intero, una vera scuola artistica di altissimo profilo, ben riconoscibile, capace di proporsi con idee innovative che si possano racchiudere in un semplice concetto: “La Tradizione che guarda al futuro”.

San Lorenzello, con la sua storia, quella antica e quella recente, ha tutti i numeri per diventare un polo di attrazione turistica ben più marcato di quanto non lo sia oggi. Bisogna solo valorizzare tutte le sue risorse e la Ceramica, ovviamente, rappresenta la punta di diamante di questo nuovo corso.

Dicevo in apertura che un ceramista proietta nella sua opera l’amore per il suo territorio e penso che su questo siamo tutti d’accordo. La mia idea è di amplificare in modo più compiuto questo concetto, affinché l’iconografia proposta nelle opere rispecchi il meraviglioso excursus umano che ha caratterizzato il nostro territorio sia prima della nascita di San Lorenzello come borgo medievale, sia dopo.

Le guerre puniche, le incursioni saracene, le dominazioni che hanno lasciato un retaggio positivo (quelle normanne, sveve e longobarde)  e anche quelle che –  absit iniuria verbis – non si possono considerare con pari dignità,  ci offrono la possibilità di raffigurare spaccati di vita che, armonizzati in un contesto propositivo univoco, possono addirittura caratterizzarsi come una vera e propria corrente artistica, alla pari, ad esempio, dei “Preraffaelliti”. La pittura è pittura, che essa si veicoli attraverso la tela o attraverso la terracotta non fa alcuna differenza. In Baviera, del resto, non sono distanti da questi presupposti.

Il nostro studioso più insigne, il qui  presente Don Nicola Vigliotti, nel suo pregiatissimo volume dedicato a San Lorenzello ha trattato la nostra splendida tradizione contadina, anche attraverso i  coloriti proverbi che ancora oggi, sia pure con minore intensità rispetto al passato, siamo soliti citare.

Beh, sarebbe bello vedere la rappresentazione pittorica di questa nostra tradizione, della quale andiamo tutti a giusta causa fieri.

Mi fermo qui, ma è chiaro che se si dovesse intraprendere questa strada, i sentieri possibili sono molto più numerosi e  tutti fascinosi.

L’augurio è che su tutti i sentieri possano scendere i petali di rosa dell’armonia e della buona volontà e non già le solite spine che rallentano ogni corsa e, soprattutto, spengono i sorrisi.

Postato da: SANLORENZELLO a 22:33 | link | commenti (1)
ceramica


Commenti
#1   03 Ottobre 2007 - 15:06
 
ciao
utente anonimo

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